Ogni sessione mescola i tipi di esercizio attivi. Gli errori tornano più avanti nella stessa sessione.
Il ripasso pesca fra le forme già sbagliate. La sfida dà tre vite e pesca dalle famiglie più deboli.
Una sessione su una sola famiglia di errore.
Lo storico, il ripasso delle regole e la coniugazione completa di tutti i verbi.
Verbi con é nella penultima sillaba (espérer, répéter, céder, considérer, protéger). La é diventa è solo quando la desinenza che segue è muta.
Verbi con e senza accento nella penultima sillaba (mener, peser, semer, élever, geler, acheter, modeler). Stessa logica: è solo davanti a desinenza muta.
Qui la e non prende l'accento: raddoppia la consonante. Attenzione a non confonderli con la famiglia 2.
La ç e la e di appoggio servono solo davanti ad a e o, per tenere il suono dolce.
Tre punti caldi. 3ª plurale dei verbi in -er: sempre -èrent. Noi e voi: sempre il circonflesso. 3ª singolare: mai il circonflesso.
Il participio in -é, mai in -er. È l'errore numero uno: -er è l'infinito, -é è il participio. Prova a sostituire il verbo con prendre: se ci sta «pris», ci vuole il participio.
Avoir o être? Quasi tutti vogliono avoir. Vogliono être i verbi di movimento e di stato — aller, venir, devenir, arriver, partir, entrer, rester, tomber, naître, mourir — e tutti i pronominali.
Con avoir il participio non si accorda col soggetto. Con être sì.
I pronominali vogliono sempre être e di norma accordano col soggetto. Fanno eccezione quelli in cui il pronome è complemento di termine (parlarsi = parlare l'uno all'altro): lì il participio resta invariabile.
Tre sole persone e nessun pronome davanti. Le forme sono quelle del presente, con una differenza: nei verbi in -er la seconda persona perde la -s.
Gli accenti e le regole ortografiche restano identiche al presente.
Quattro irregolari da sapere a memoria:
Tutti i verbi del programma in tutti i tempi. Gli accenti sono evidenziati.